PROGRAMMAZIONE VALIDA DAL 19 OTTOBRE AL 24 OTTOBRE

SPETTACOLI : 17:00

SU QUESTO FILM NON SI EFFETTUANO RIDUZIONI DI PREZZO

VISIONE 2D

Regia di Charlie Bean, Paul Fisher, Bob Logan. Un film con Dave Franco, Jackie Chan, Zach Woods, Michael Peña, Kumail Nanjiani, Fred Armisen. Cast completo Titolo originale: The Lego Ninjago Movie. Genere Animazione – USA, 2017, durata 101 minuti. Uscita cinema giovedì 12 ottobre 2017 distribuito da Warner Bros Italia

La città di Ninjago deve resistere ai continui assalti di Lord Garmadon e del suo esercito di squali. A salvarla ogni volta sono cinque ninja, il leader dei quali, Lloyd, non è altri che il figlio di Garmadon. Sarà proprio il rapporto irrisolto tra i due a decretare il trionfo di quest’ultimo, nell’ora più oscura per Ninjago.
Chi è sopra ai 10 anni di età è improbabile che si sia imbattuto nel termine “Ninjago”, mix di “Ninja” e “Lego”: ed è già qui, nel titolo, il primo sintomo del cambiamento, sopraggiunto al terzo lungometraggio, nella fortunata serie dedicata agli immortali giocattoli componibili dalla pelle gialla.

La sfida di fare (quasi) a meno di miti della cultura extra-Lego e del glamour di Batman porta alla necessità di camminare sulle proprie gambe, mettendo alla prova, nella maniera più azzardata, la solidità di quanto costruito dai due precedenti exploit cinematografici.

Dai quali Ninjago si discosta ancor più di quanto possa apparire a una prima occhiata. Specie da The Lego Batman Movie, tentativo di Lord e Miller (qui solo produttori) di mirare a un target ancora più adulto, a costo di smarrire definitivamente quello infantile, smarrito tra i meandri di una sceneggiatura complessa, piena di ammiccamenti e complessi freudiani imperscrutabili. Ninjago, dal canto suo, non va oltre la più classica delle dinamiche padre-figlio, con curva in tre atti rifiuto-accettazione-affetto, riservando la propria componente retromaniaca a pochi tocchi: i titoli di testa e di coda, che ricordano lo stile delle produzioni Shaw Brothers, e in genere l’atmosfera da racconto didattico per minori, eighties e post-spielberghiana, che attinge in egual misura da Karate Kid, Power Rangers e X-Men.
Il target multiplo bimbi+adulti è quindi preservato e lo scopo di creare una narrazione intorno a una linea di giocattoli ormai classica è raggiunto, con i più piccoli (e il portafoglio dei loro genitori) come obiettivo principale. Inutile quindi lamentarsi per il mix indiscriminato di elementi dalla tradizione cinese e giapponese, mescolati in una visione ai limiti della generalizzazione sommaria: in fondo si tratta di una versione semplificata di quanto fatto da Quentin Tarantino in Kill Bill. Un mash-up di opposti “conciliabili”, ad uso e consumo dell’occidente. Per il prosieguo del franchise, però, occorrerà una rivoluzione sullo stile di

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